TRA LE DONNE PRESENTA "PAROLE"
Presentiamo un racconto “un po' romanzato di fatti assolutamente veri” cioè del massacro del Circeo. Rosaria Lopez di 19 anni e la sua amica diciassettenne Donatella Colasanti furono sequestrate, stuprate e torturate per un giorno e una notte da tre giovani studenti della “Roma bene”. Donatella si salvò solo perché si finse morta. Un delitto efferato che ha segnato la storia d’Italia e dopo il quale cambiò la legge italiana per cui lo stupro non fu più considerato un reato contro la morale ma contro la persona. I tre assassini Gianni Guido, Andrea Ghira e Angelo Izzo furono condannati all’ergastolo anche se Ghira riuscì a fuggire in Spagna dove morì senza scontare un giorno di carcere. Nel 2004 il tribunale di Palermo concesse a Izzo la semilibertà e nel 2005 rapì e uccise Maria Carmela Linciano di 49 anni e Valentina Maiorano di 14 anni, moglie e figlia di Giovanni Maiorano, un pentito della Sacra Corona Unita che aveva conosciuto in carcere a Campobasso. Dopo questi altri due omicidi Izzo è stato condannato all’ergastolo anche in appello.
Tratto da: E. M. Taviani, Sulle orme di Maria.
hanno l’aspetto e i modi della gente normale, Maria è lì, seduta insieme a noi, guarda per terra in silenzio, poi alza lo sguardo, cerca di darsi un contegno e si sfrega le mani sudate. Non sappiamo che ci stia a fare, nessuna la conosce, a me il viso dice qualcosa, devo averla incontrata da qualche parte, magari per strada, o il sabato al mercato. Ha fatto irruzione nel Consultorio, dicendo che ci deve parlare di qualcosa di importantissimo, ha fatto un minaccioso discorso di morte, si è creato uno strano clima di chiacchiericci spezzettati, la riunione non riesce a decollare. C’è chi sta commentando la recente manifestazione ai Parioli, a voce quasi bassa, nelle parole la rabbia si mescola al coraggio e alla paura … - È tutta colpa mia!… non doveva succedere di nuovo, dovevo fermarli … è come se l’avessi uccisa io … Nel vocio generale prendono corpo poco a poco le frasi sconnesse di Maria; trema e parla guardando fisso avanti a sé, provare a fermarla, a calmarla sarebbe inutile e dannoso.
- raccontaci tutto, dal principio
- era sabato, anche quel giorno, sono andata a casa di una mia amica in via di S.M. Goretti La disperazione e la vergogna l'avevano assalita.
I suoi l'avevano spinta a dimenticare; una visita medica molto discreta e null'altro che potesse affermare quanto era accaduto. Si sentiva confusa, nella mente un vuoto nel quale lei stessa cominciava a dubitare di ciò che era stato. Quando si è diffusa la più tremenda notizia di violenza sessuale di quegli anni, la notizia dei “fatti del Circeo”, la nuova violenza aveva lacerato drammaticamente il velo pietoso impostole. Nei nuovi aguzzini Maria ha riconosciuto i suoi violentatori non denunciati. Ora perfettamente lucida racconta - ... Fossi morta io!
Nella stanza del collettivo femminista, al Consultorio, l’aria si è fatta più densa, i temi di cui tante volte abbiamo parlato diventano tragedia, il fantasma della violenza prende corpo nelle notizie dei giornali, nelle parole di Maria. - Senza di voi non ne avrei avuto la forza. A turno raggiungiamo Latina, per guardare in faccia gli autori di tanti orrori, per far sentire la nostra presenza alle sedute del processo. È così violenta l'impressione di quegli sguardi sfacciati, ne abbiamo sofferto insieme tutta la notte. La rabbia è grande, viscerale e consapevole al tempo stesso.
La condanna è stata inevitabile ma uno di loro, considerato il principale responsabile, non è stato arrestato mai.
Si è fatto vedere più volte al bar dove da tempo si riunisce con il suo gruppetto; a nulla sono servite le telefonate alla Polizia e le segnalazioni. |